LA FINE DEL GIORNO
In un solo giorno il mondo è diventato un incubo raccapricciante e le vite spezzate di Sabrina, Carlo e Fabio sono scagliate come pietre in un viaggio verso l lato più oscuro di se stesse, in cerca del proprio passato, del proprio presente e del proprio futuro nella gabbia claustrofobica di un giorno che sembra non avere mai fine.
L’horror splatter mescolato al fantastico ed alle inquietudini sentimentali dei protagonisti formano, in questo breve romanzo a fumetti, un cocktail esplosivo ricco di colpi di scena e risvolti inquietanti.
LA FONTE DELL’ANIMA – IBERLAND2
Nel gelo eterno di Iberland una carovana di sopravvissuti insegue un sogno, la promessa di una “terra del sole”. La scomparsa di Corinna li spinge però a fermarsi in un villaggio dove altre strane sparizioni si susseguono. Chi possiede l’anima di Schiller, il vecchio pazzo? Cosa sa Miriam, la sciamana nera, evocatrice dell’Orso? Cosa fa il misterioso Doctor per avere la “Fonte dell’Anima”?
LA FORESTA
In un giorno di dolore, un ragazzo lascia il salotto di casa, gremito di persone in lutto. Inosservato, esce dalla porta sul retro, scavalca il recinto intorno alla casa e si avvia su un sentiero che si snoda tra l’erba alta. Non c’è nessuno sulla sua strada, a parte uno spaventapasseri e gli uccelli che sfrecciano nel cielo sereno. Giunge all’imbocco di una foresta, dove si ferma per qualche momento, incerto se addentrarsi o meno in quello spazio oscuro. Deciso ad affrontare l’ignoto, avanza nel fitto degli alberi dove si insinuano i raggi del sole. Procede con cautela guardandosi intorno, ma non si lascia scoraggiare dai percorsi più difficili: di volta in volta supererà le asperità del luogo, i tratti ripidi, le discese scivolose e i tronchi caduti. A un tratto, gli appare una gigantesca creatura senza volto e dalla folta pelliccia e, atterrito, comincia a correre. Dovrà proseguire nel suo faticoso percorso, imbattersi in altre angoscianti presenze. Fino all’ultimo incontro, che gli porta invece dolcezza e consolazione. Ora può tornare a casa, ma con una nuova consapevolezza. Lo stile cinematografico di Thomas Ott, con i suoi echi espressionisti e noir, ritorna in questa nuova opera in cui ritroviamo anche la sua tecnica d’elezione, il grattage, che consiste nell’utilizzare un pennino per graffiare strati di inchiostro nero con precisione chirurgica, dando vita a tavole che si caratterizzano per la ricchezza dei dettagli e la finezza delle espressioni dei personaggi. In queste immagini a imporsi sono soprattutto i giochi di ombre e luci che creano effetti trompel’oeil e danno rilievo e consistenza ai particolari della foresta: l’erba, le radici, i tronchi, i rami e il fogliame degli alberi. L’artista non rinuncia al suo tipico gusto del macabro e del mistero ma, a dispetto delle apparizioni inquietanti (ciascuna delle quali rappresenta una paura da vincere e ci sfida a trovare possibili interpretazioni metaforiche), la conclusione della storia è positiva, sotto il segno dell’accettazione della perdita e di una maturazione personale.