UN’EDUCAZIONE ORIENTALE
Charles Berberian, uno dei massimi nomi della nouvelle bande dessinée francese, riflette sul proprio passato. Bloccato in casa all’inizio dei lockdown per la pandemia, ripensa alla propria infanzia a Beirut, in Libano, e ricorda l’infanzia e l’adolescenza, a ridosso di una guerra civile assurda e insensata, che costrinse la sua famiglia a emigrare per sempre in Francia. Racconta con dolcezza i luoghi che hanno segnato la sua crescita, e la perdita delle persone care, primo tra tutti il fratello maggiore Alain, e poco a poco svela la sovrapposizione tra la sua storia personale e la Storia con la S maiuscola, quella che segna le vite di tutti. E nomi, volti, fatti violenti che per la maggior parte di noi sono stati solo titoli di un giornale, diventano snodi reali nella storia complicata di una regione inquieta del mondo, della quale troppo spesso si parla solo per giudizi assoluti, mancando ogni capacità di raffrontare le vite in Medio Oriente con le nostre. E proprio per questo questa testimonianza disincantata, con uno sguardo europeo sull’altra sponda del Mediterraneo, è tanto preziosa e toccante.
UN’ESTATE FA
Pierre è un fumettista belga, e ogni anno si affanna per consegnare le tavole in tempo per portare la famiglia in vacanza. La moglie, Mado, è paziente con lui, ma i bambini lo sono un po’ meno. I tre capitoli di questo volume vanno a ritroso nel tempo, raccontando tre estati nella vita di questa famiglia unica e allo stesso tempo così simile a tante altre, rivelandone la psicologia e i sogni in un modo deliziosamente poetico. Lo sceneggiatore Zidrou costruisce un racconto corale a più livelli, delicato e vero, rendendo ogni personaggio meravigliosamente tridimensionale, aiutato dai magnifici disegni dello spagnolo Jordi Lafebre. Sebbene la serie sia ancora in corso in Francia, questo primo volume italiano è perfettamente autoconclusivo e, anzi, lascia una sensazione di commossa soddisfazione nel lettore, grazie a un finale che vi strapperà una lacrima di pura, malinconica empatia.