LA DOPPIA VITA DI MAX FRIDMAN – RAPSODIA UNGHERESE – LA PORTA D’ORIENTE
Da Ginevra a Budapest, dalla Romania alla Grecia, da Parigi a Instanbul. Le avventure di un ex agente segreto che credeva di aver cambiato mestiere per sempre.
1938. Anno febbrile. La Seconda guerra mondiale incombe e il mite Max Fridman è costretto, suo malgrado, a lasciare la sua tranquilla Ginevra per spolverare una pagina del suo passato. Che cosa vogliono da lui i servizi segreti francesi? Che torni a fare il suo lavoro: la spia. Col suo fare insospettabile, in Rapsodia ungherese Max si insinua nel lato oscuro di Budapest, crocevia delle reti di spionaggio globali, per indagare sulle morti di alcuni colleghi. La Porta d’Oriente, invece, lo vede catapultato da una crociera nell’Egeo alla ressa del Gran Bazar di Istanbul, sulle tracce di un uomo ricercato da tutte le potenze europee. Creato nel 1982 da Vittorio Giardino, Fridman è un personaggio che attraversa la Grande Storia con il garbo e la consapevolezza con cui è disegnato. Oltre ai suoi due primi racconti, questa edizione propone ai lettori una ricca galleria di illustrazioni e bozzetti, e una lunga intervista in cui Giardino apre le porte del suo studio per spiegare la genesi e l’attualità del suo personaggio: un uomo insofferente ai totalitarismi e alle verità assolute, un eroe borghese che sa che il male non si presenta mai sotto una sola bandiera.
LA DOTTRINA
Un nuovo giorno la città viene svegliata dagli Altoparlanti. L’umanità apatica si dirige in uffici e fabbriche all’ombra della torre del Nocchiere, occulto tiranno. Il cittadino Zeccaria, impiegato meticoloso, soffre di gravi manie di persecuzione e sindromi ossessive per cui è iscritto a una lista di controllo. Crede di capire cose che gli altri non capiscono. Alla vigilia della festa della Solennità del Nocchiere, due amanti vivono un amore clandestino riuscendo a eludere per brevi periodi i controlli dei Professori, le guardie armate. Un folle artista di regime progetta opere per la celebrazione e due bambini vengono allontanati dalla Scuola per essere mandati in Rieducazione. Qualcosa avviene a turbare l’ordine. Dove è reato avere espressioni facciali, entra in scena un personaggio che si fa chiamare La Smorfia. Mezzo secolo prima si tramandava la leggenda di qualcuno che cercò di liberare gli uomini. Al primo sparo contro La Smorfia, un anziano ricorda di non averne più sentiti da quando era bambino, da quando La Smorfia era quella leggenda. Alessandro Bilotta (premio FdC 2001 Miglior Nuovo Autore Realistico) e Carmine di Giandomenico, i creatori di Giulio Maraviglia (premio FdC 2001 Miglior Personaggio Realistico) ci trascinano in una nuova realtà claustrofobica e delirante. Un lungo romanzo a incastri coinvolgente e appassionante che fonde verità e apparenza con stile moderno e con architetture e pagine dipinte che sembrano uscire dalle opere dei maestri del Futurismo italiano.
LA FABBRICA DEGLI INCUBI
Finalmente esplode in Italia il sinistro genio di Thomas Ligotti. Esaltato dalla critica americana, che ha paragonato il suo horror filosofico e nichilista a un provocatorio mix di Poe, Kafka e Lovecraft, i racconti di Ligotti sono stati finora tradotti da noi solo in una manciata di antologie Mondadori, Newton Compton e Sperling & Kupfer.
Oggi il suo universo del brivido viene presentato con i dovuti crismi, in una graphic novel basata sulla pluripremiata collezione The Nightmare Factory. Un gruppo di clown in un festival invernale, fidanzate senza scrupoli, manicomi in disfacimento, i sogni infranti degli spettatori di un teatro…i personaggi della sofisticata narrativa di Ligotti non abusano di violenza estrema e facili clichè per creare incubi. Sanno instillare il terrore attraverso le atmosfere, le emozioni, la shockante seduzione della pazzia.
Ogni racconto è accompagnato da una prefazione inedita dello stesso Thomas Ligotti.