IL NIDO
Cinque giorni a tu per tu con Adolf Hitler. Tra il 3 e il 7 giugno del 1944, mentre lo sbarco degli Alleati in Normandia accelera inesorabilmente il conto alla rovescia verso la fine del folle sogno del Reich, il Führer è al sicuro nel “Nido dell’Aquila”, la sua residenza rifugio tra i boschi e le vette delle Alpi Bavaresi. Intorno a lui ci sono Goebbels, Eichmann, una corte di alti ufficiali e zelanti funzionari nazisti arrivati fin lassù per recepire e diramare i suoi ordini sanguinari, ma anche le pedine impassibili della macchina della propaganda, i medici compiacenti che gli somministrano ogni genere di medicinali e stupefacenti, e i pochi affetti sinceri: il suo pastore tedesco Blondi e l’amante Eva Braun. Sempre più solo e delirante, Hitler è circondato da una forzata e illusoria atmosfera di festa decadente, ma è soprattutto è preda, in maniera ormai patologica, delle sue paranoie e di allucinazioni amplificate dall’abuso di droghe.
Autore imprevedibile, ironico e capace come pochi di reinventare i generi, Marco Galli ci regala questa volta un’incursione nella storia del ’900 che mantiene purtroppo un sapore quanto mai attuale. Il suo racconto è un incontro ravvicinato e visionario con il Male, con la psiche distorta di un dittatore e con i meccanismi che generano il consenso e ci fanno dimenticare la nostra umanità. Il nido è la nuova manifestazione del talento lucido e spietato di un narratore ormai affermato, vincitore del prestigioso Yellow Kid come Autore dell’anno a Lucca Comics 2021.
IL NOME DELLA ROSA
Milo Manara, maestro del fumetto classico contemporaneo, firma l’adattamento a fumetti di Il nome della rosa, capolavoro e best seller di Umberto Eco. Un libro unico che mette su carta tre distinti stili grafici che si intersecano inseguendo la perfezione visiva. Ciascuno racconta un aspetto del libro di Eco: le sculture, i rilievi dei portali e i marginalia meravigliosi e surreali che corredano i libri miniati della biblioteca; il romanzo di formazione di Adso, con la scoperta della sensualità e della Donna; la vicenda storica dei Dolciniani, i cui temi della povertà degli ultimi, la non omologazione, la diversità perseguitata e il dissenso sono cruciali anche oggigiorno.
Il nome della rosa di Manara trova quindi spazio nell’operazione “matrioska” letteraria del libro di Umberto Eco, che è anche un libro sui libri che contengono altri libri. Non una superflua trascrizione, ma una meravigliosa chiosa visiva.