IL MISTERO DELLE CINQUE GEMME – IL PRINCIPIO DELLA SEPARAZIONE DEI POTERI A FUMETTI
La storia a fumetti principale, dal titolo “Il mistero delle Cinque Gemme”, intende rappresentare in modo simbolico i poteri dello Stato attraverso un racconto, che narra un sogno di Montesquieu, con cui si apprenderà l’articolazione dei poteri dello Stato, le loro finalità e le strategie che regolano il loro interagire nel quotidiano di ogni persona.
Il sogno vede come protagonista il prode Enea, accompagnato dal suo fido cavallo Ornello. Enea si trova a visitare Rocca Grigia, dove trova un’atmosfera grigia e opprimente. Solo quando sarà giunto a Borgo D’oro, scoprirà che a Rocca Grigia il demone Nefandicor si è impossessato delle gemme che riassumono in sé i poteri di uno stato e che dovrebbero invece rimanere tra loro separate. E la situazione si trascina così da tanto tempo. Allora Enea decide di intervenire e graziead un abile stratagemma riusce a separare nuovamente le gemme ed a consentire al popolo di Rocca Grigia di riprendere il potere.
Al termine del racconto principale, vengono spiegate in modo brillante e divertente i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario e gli organismi di garanzia del Presidente della Repubblica e della Corte Costituzionale.
IL MITICOPERAIO
Lavoratore modello o spietato assassino, Pietro Sartorio, il MiticOperaio, è senza dubbio l’antieroe più estremo del fumetto italiano. Nato negli ultimi giorni delle riviste d’autore, debutta fra le pagine dell’irriverente Frigidaire. Presenta tutte le caratteristiche dei fumetti di casa alla Primo Carnera Editore: la commistione di politica e attualità con la più sfrenata immaginazione in un contesto di grandi sperimentazioni grafiche e narrative. Vilella fonde atmosfere noir e superomismo in una storia al confine tra realtà e mito, tra l’indagine sociale e psicologica di un periodo storico (gli anni ’80) e la sua più sfacciata derisione. La prima e unica pubblicazione del MiticOperaio vede i testi di Giuseppe Palumbo che sulle stesse pagine qualche numero prima aveva lanciato il suo Ramarro, il supereroe masochista, un altro controverso quanto indimenticabile simbolo di quegli anni.
In questo scenario apre per la prima volta gli occhi Pietro Sartorio, il MiticOperaio. Lo sguardo di quest’uomo tormentato sul mondo, quello che il lettore è costretto ad adottare, è una prospettiva ribaltata, così come ribaltati sono i sentimenti e le certezze più elementari in questa storia: sono cuori che battono dal lato sbagliato, vite come ossessioni, morti come liberazioni. Non si tratta di alterare la realtà, ma di vederla in negativo, proprio per coglierne più drammaticamente le aberrazioni, le storture.
Dall’accademismo delirante e barocco dei Bagliori Silenti fino alle superbe atmosfere de Gli allori sono tagliati, passando per le spigolosità e il vigore estetico de Il MiticOperaio, il segno e il disegno di Sebastiano Vilella trovano in questa pagine una sorta di biografia essenziale, la cronistoria immaginifica di uno dei maestri del fumetto d’autore italiano.