GUNBUSTER, PUNTA AL TOP!
Prima di realizzare Neon Genesis Evangelion, in Giappone il supremo Studio Gainax realizzò questa serie di OAV (vista anche in Italia) del quale GOEN è orgogliosa di presentare l’adattamento a fumetti. Nel futuro prossimo, una razza di alieni vuole distruggere la razza umana. L’umanità è quindi costretta a rispondere con l’attacco con una flotta di astronavi da combattimento e di robot guerrieri giganti, pilotati dai migliori adolescenti del pianeta. Noriko Takaya è una di questi ed è la figlia dell’ammiraglio morto durante la prima vittoria contro gli alieni. Ne vedremo delle belle!
GUNG – PALACE LOVE STORY
GUNPLAY
Gunplay è la storia ricca di orrore e pallottole di Abner Meeks, un Buffalo Soldier, condannato a vagare per il West, con una pistola demoniaca che lo costringe ad uccidere una volta al giorno. La sua unica speranza di redenzione è in Finn, un ragazzo in grado di scrutare nel cuore degli uomini, e scoprirne i segreti più abbietti. In un Texas bruciato dal sole, questa improbabile alleanza trasformerà il pistolero maledetto in un eroe. Forse…
GUSTAV KLIMT: LA BELLEZZA ASSOLUTA
Mentre infuria l’inferno della Prima Guerra mondiale Gustav Klimt ha raggiunto la fama suprema, ma la sua morte improvvisa avviene qualche mese prima del crollo dell’Impero. Il contrasto tra la bellezza delle sue opere e la catastrofe di un popolo, è il simbolo di un sistema imploso che decreta la fine di tutte le avanguardie artistiche. Così come le sue implicazioni con la psicanalisi ci raccontano un artista a metà tra due epoche e l’inizio di una nuova era nell’arte.
HABIBI
In un panorama epico fatto di deserti, harem e labirintici agglomerati urbani traboccanti di vita e di miseria, si dipana la storia di due anime schiave, portate l’una nelle braccia dell’altra da un destino nato e cresciuto per restare eterno. Lei è Dodola: bambina, poi donna, poi madre imprigionata in un mondo di uomini. Lui è Zam, orfano che nella ragazza – e nelle storie della cultura e della mitologia islamica con cui lei lo crescerà – troverà un amore assoluto, viscerale, indispensabile. Dai miseri villaggi a sud della prosperosa Wanatolia, al deserto popolato di nomadi e criminali, all’opulenza del Palazzo del terribile Sultano, Habibi (“mio amato”) traccia nelle morbide curve della calligrafia araba una parabola sul nostro rapporto col mondo naturale, sull’abissale divario tra primi e terzi mondi, sull’eredità comune di cristianesimo e islamismo e, soprattutto, sulla magica, insostituibile forza del racconto.