COLD GRAZE: RISVEGLI DI GHIACCIO

 13,00

Victor Graze odiava Big Seattle. Odiava la sua pioggia rancida, la sua stupida torre a forma di fungo e anche tutto il resto. Dopo la tragedia aveva deciso di allontanarsi per sempre. E invece eccolo là, nell’atelier di Leonard, suo fratello. Alla polizia sostenevano che era morto, comunque il cadavere era sparito dall’obitorio.

Tele aggredite dai colori, cornici hiodate, dorate, di legno, di metallo, tubetti, barattoli, pennelli, foto, tante foto in un caos infinito.

Brividi, risveglio di ricordi sepolti nel ghiaccio dei sentimenti.

Fu proprio allora che iniziò la magia. Fu proprio allora che Victor Graze frantumò i blocchi di ghiaccio e iniziò a rivivere…

COLHA E I MAYA DEI BASSIPIANI

 18,00

Ril. tela ed. con sovracc. in-4 – pp. 240 – minuscola dedica a penna in antiporta – numerose fotografie a colori in tavole f.t.

COLLE

 7,00

Bross. ed. 16×24 – pp. 121 – fotografie a colori f.t. di Elia Passerini – cartina in nero ripiegata – in ottimo stato

COLLEGIO MINERVA

 3,00

Bross. ed. in-8 – pp. 132 – ill. in nero nel testo – dorso con mancanze – timbri di biblioteca – segni del tempo

COLLEZIONARE I SOLDATINI

 8,00

Ril. cart. ill. ed. in-8 – pp. 64 – firma di proprietaal piatto e alla porta e piccola abrasione al piatto post. – ill. in neroe a colori nel testo e in tavole f.t.

COLLEZIONE CLAUDIO GREZLER

 14,00

Ril. tela ed. con sovracc. in-8 – pp. 69 – ill. a colori in tavole f.t. – ed. fuori commercio stampata in 1500 copie

COLLEZIONE CRUMB: KAFKA DICK BUKOWSKI VISTI DA ME

 24,00

Il volume che stringete tra le mani nasce dal desiderio di dare all’editoria italiana la versione definitiva delle opere di Robert Crumb. Questa affermazione ardita genera almeno una domanda. Perché Robert Crumb? Perché Robert Crumb, nel mondo del fumetto, rappresenta un caso pressoché unico. Con i suoi cinquanta e più anni di carriera ha visto e commentato il mutare della società americana. L’ha vista passare da quella operosa post-bellica degli anni ’50 a quella curiosa e aperta al futuro degli anni ’60. Ha visto lo schianto di quell’onda di rinnovamento negli anni ’70 e il decadimento culturale degli ’80 e ’90, quando l’apparire ha cominciato a contare più dell’essere. Ma Robert Crumb non è un giornalista, non è uno storico, tutta la realtà che ha attraversato è stata analizzata e elaborata dalla mente di una persona nata forse nell’epoca sbagliata. Una persona con un piede nel passato, talvolta addirittura un passato precedente alla sua nascita, e con un piede nel presente. Un presente visto sempre con un occhio critico e diffidente. Spesso nel parlare delle sue opere si è tirato in ballo il termine ‘autobiografismo’. In realtà in Robert Crumb questo concetto viene ampiamente superato. Le opere di Crumb non sono solo la testimonianza di un’epoca, sono soprattutto una finestra aperta sulla psiche del loro autore.