LA VITA DEL DALAI LAMA
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Il Dalai Lama è il leader del Tibet da quasi 450 anni, infatti per i buddhisti questa figura continua a reincarnarsi per portare beneficio e saggezza di vita in vita. Tuttavia, la questione della sua successione è incerta. Tenzin Gyatso, il XIV Dalai Lama, sarà l’ultimo? Questa biografia autorizzata fa luce sulla vita del Premio Nobel per la pace del 1989. Nato nel 1935, Tenzin Gyatso è stato riconosciuto come il Dalai Lama all’età di due anni e si è formato nella capitale Lhasa, per poi divenire, a soli quindici anni, il leader politico e spirituale del Tibet. Ma quando nel 1959 i soldati cinesi invadono il suo paese, si trova in bilico tra la realizzazione dei suoi insegnamenti pacifisti e il desiderio di difendere il suo popolo. Questa graphic novel illustrata racconta la storia del Dalai Lama e offre notevoli spunti di riflessione sugli eventi drammatici della sua vita e del suo paese. Un ritratto di un uomo che è allo stesso tempo un costruttore di pace e un fermo combattente per la libertà del popolo tibetano.
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ESCHER MONDI IMPOSSIBILI
A cinquant’anni dalla sua morte (27 marzo 1972), Il graphic novel che rende omaggio al grande genio olandese, Maurits Cornelis Escher, oggi uno degli artisti più amati a livello globale e i cui mondi impossibili sono entrati nell’immaginario collettivo rendendolo una vera icona del mondo dell’arte moderna, che ci porta alla ricerca infinita dell’ordine in mezzo al caos della sua – e della nostra – vita.
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PIERO MANZONI BACGLSP
Piero Manzoni: sì, quello della Merda d’artista venduta in scatolette. Quello che firmava uova sode, invitando poi il pubblico a mangiarle. Una geniale meteora che a partire da Milano attraversò la scena dell’arte italiana del Dopoguerra, per spegnersi troppo presto, a nemmeno trent’anni, nel 1963. Nato da una famiglia di nobili origini, studente di Legge non troppo convinto, si dedicò anima e corpo a un’arte “totale” che non distingue tra opera e vita, utilizzando ogni tipo di oggetti e ironizzando sulle convenzioni e sull’accademia. Conobbe e frequentò Lucio Fontana, anticipò l’Arte Povera, quella concettuale e altri movimenti di rottura, fondò gruppi e firmò manifesti d’avanguardia, fu criticato e poco compreso da noi ma molto amato all’estero: espose a Düsseldorf, Copenaghen, Amsterdam. Teatro dell’umana avventura di Manzoni è però, innanzitutto, la Milano della ricostruzione postbellica e del boom economico: la città degli anni Cinquanta e Sessanta piena di vitalità e contraddizioni, provinciale e già cosmopolita, dove coesistevano l’antico e il moderno, gli orti e i primi grattacieli, la ricchezza, la povertà e il crimine, la cultura e l’ignoranza, l’alto e il basso. La città del lavoro culturale e delle prostitute in strada, dei commendatori e delle segretarie raccontata da Luciano Bianciardi. La città del Bar Jamaica, cuore di Brera, dove artisti, scrittori, poeti, fotografi si ritrovavano a giocare a carte, sempre disposti a tirar mattina. Nel ricostruire la parabola di Piero Manzoni, con le sue tavole in bianco e nero ricchissime di dettagli, Bacilieri ci regala il ritratto appassionato di anni febbrili e creativi. Di un luogo e un tempo dove sognare era lecito e dove i sogni, a volte, addirittura si realizzavano.
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