HEAVY BONE LA GRANDE STORIA DEL ROCK E DEL METAL A FUMETTI
Quick Overview :
Una vera e propria bibbia del rock e del metal, con oltre 100 tra biografie, brani cult e aneddoti succosi sulle band e gli artisti che hanno hanno fatto la storia della musica del Diavolo. Dai precursori ai maggiori esponenti dei generi, fino ad arrivare alle più recenti rockstar. Un incredibile viaggio musicale guidato da Heavy Bone, personaggio ideato dall’autore del volume Enzo Rizzi, che incarna la famosa maledizione del rock. Da Jimi Hendrix ai Pink Floyd, dagli Iron Maiden ai Black Sabbath, la nascita ed evoluzione di questo fenomeno ribelle raccontate attraverso i simboli di intere generazioni. Questa edizione, ora anche in versione brossurata, si caratterizza per una nuova impaginazione e veste grafica, ma soprattutto per l’aggiunta di ben 16 nuove Band: Lacuna Coil, Testament, Korn, Sepultura, Strana Officina, Vanadium, Saxon, Kansas, Green Day, Oasis, Ozzy Osbourne, Accept, Mott the Hoople, King Crimson, Yes, Tool. Un totale di 122 bio, di cui 4 ridisegnate integralmente (Kiss, Alice Cooper, Death SS, Iron Maiden).
- editore: Nicola Pesce
- anno: 2021
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CELESTE
Nel 1913 Celeste Albaret entra in servizio a casa di Marcel Proust. Questa figlia di campagnoli, piuttosto indolente e senza alcuna predisposizione ai lavori domestici fa colpo sullo scrittore per il suo spirito e la sua freschezza: è l’inizio di un rapporto singolare e incredibile che durerà fino alla morte di lui, nel 1922. Utilizzando molteplici fonti, Chloé Cruchaudet crea un ritratto devoto e appassionato di Celeste, governante, ma anche segretaria a cui Proust detta la sua opera. L’autrice ci mostra il loro rapporto, le asperità del carattere dello scrittore, l’atmosfera di quell’epoca e i retroscena sulla creazione letteraria. Il mondo reale si mescola all’immaginario per restituire uno sguardo inedito sul grande scrittore.
PIERO MANZONI BACGLSP
Piero Manzoni: sì, quello della Merda d’artista venduta in scatolette. Quello che firmava uova sode, invitando poi il pubblico a mangiarle. Una geniale meteora che a partire da Milano attraversò la scena dell’arte italiana del Dopoguerra, per spegnersi troppo presto, a nemmeno trent’anni, nel 1963. Nato da una famiglia di nobili origini, studente di Legge non troppo convinto, si dedicò anima e corpo a un’arte “totale” che non distingue tra opera e vita, utilizzando ogni tipo di oggetti e ironizzando sulle convenzioni e sull’accademia. Conobbe e frequentò Lucio Fontana, anticipò l’Arte Povera, quella concettuale e altri movimenti di rottura, fondò gruppi e firmò manifesti d’avanguardia, fu criticato e poco compreso da noi ma molto amato all’estero: espose a Düsseldorf, Copenaghen, Amsterdam. Teatro dell’umana avventura di Manzoni è però, innanzitutto, la Milano della ricostruzione postbellica e del boom economico: la città degli anni Cinquanta e Sessanta piena di vitalità e contraddizioni, provinciale e già cosmopolita, dove coesistevano l’antico e il moderno, gli orti e i primi grattacieli, la ricchezza, la povertà e il crimine, la cultura e l’ignoranza, l’alto e il basso. La città del lavoro culturale e delle prostitute in strada, dei commendatori e delle segretarie raccontata da Luciano Bianciardi. La città del Bar Jamaica, cuore di Brera, dove artisti, scrittori, poeti, fotografi si ritrovavano a giocare a carte, sempre disposti a tirar mattina. Nel ricostruire la parabola di Piero Manzoni, con le sue tavole in bianco e nero ricchissime di dettagli, Bacilieri ci regala il ritratto appassionato di anni febbrili e creativi. Di un luogo e un tempo dove sognare era lecito e dove i sogni, a volte, addirittura si realizzavano.
IL CABARET DELLE MUSE
Raccolti in un unico libro, i quattro volumi che compongono questa opera di Gradimir Smudja: La Francia e le sue strade sono lo scenario di questa storia, dove l’autore rilegge la vita del pittore Toulouse-Lautrec e le sue vicissitudini attraverso il suo stesso segno pittorico.
Se Montmartre è il regno del pittore, il Moulin-Rouge, centro del mondo artistico, letterario e festaiolo, è il suo giardino. Un giardino in cui il nostro piccolo grande protagonista scorrazza, notte dopo notte, in perenne ricerca di sottane e di ebbrezza… Ma è sufficiente una notte lontana dal Moulin-Rouge, e Lautrec s’innamora: salva una fanciulla da un’aggressione e cade vittima del suo fascino.
Il nobile e la ragazza di umili origini: una storia d’amore d’altri tempi. L’opera restituisce così al lettore una rilettura dell’arte europea nel momento del passaggio fondamentale tra Ottocento e Novecento.
EGON SCHIELE: IL CORPO STRUGGENTE
Rivoluzionaria nel segno, nella gestione dello spazio, nelle deformazioni anatomiche estreme, l’arte di Egon Schiele è l’emblema dello stupore al cospetto del corpo e della carnalità. In questo graphic novel biografico la tormentata vicenda del pittore si ricompone attraverso frammenti, echi e ombre che rievocano la perdita del padre e il rifiuto dell’accademia viennese, il rapporto con il maestro Gustav Klimt e i legami con la moglie Edith e l’adorata modella Wally. Uno dei più importanti disegnatori italiani esplora i temi e le ossessioni di un artista già immerso nella contemporaneità, sullo sfondo di una Vienna di inizio Novecento dallo splendore abbagliante, poi travolta dall’incubo della Prima guerra mondiale.
MARIA ANTONIETTA
La biografia di Maria Antonietta in forma di picture book. Ascesa e caduta della regina di Francia, Maria Antonietta, ritenuta responsabile della Rivoluzione francese. Il racconto per testo e immagini dell’arrivo a Versailles dell'”Autrichienne”, il senso di inadeguatezza, la rivalsa attraverso il self-fashioning, la pace ritrovata al Petit Trianon, gli scandali e i tragici anni prima dell’esecuzione e poi… la fine. Loputyn regala il proprio immaginario alla regina più nota e osteggiata di tutti i tempi, firmando un libro unico e immancabile per i fan dell’artista e dell’affascinante sovrana.
GINETTE KOLINKA – TESTIMONIANZA DI UNA SOPRAVVISSUTA AD AUSCHWITZ-BIRKENAU
Arrestata perché ebrea nel marzo 1944, Ginette è stata deportata nel campo di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau, dove le hanno tatuato il numero 78599 sul braccio.
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TRAME LIBERE
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FALCONE E BORSELLINO
Il 23 maggio 1992, all’Ospedale Civico di Palermo, il giudice Paolo Borsellino abbraccia per l’ultima volta il collega Giovanni Falcone prima che muoia.
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