SI MUOVE LA CITTA’
1981, Roma. Marco ha poco più di vent’anni e ha appena vinto il concorso per lavorare al Comune. Trascorre le sue giornate al Giardino degli Aranci, dove fa il giardiniere, e le sue serate là dove in quegli anni tutto sembra accadere: alla Basilica di Massenzio, per vedere in massa film indimenticabili sul grande schermo; al Festival dei Poeti di Castel Porziano, dove capita di imbattersi in Allen Ginsberg e Fernanda Pivano; al PalaEur, per il concerto dei Talking Heads; al Palazzo delle Esposizioni, quando Keith Haring realizza il suo graffito. Nel frattempo si innamora di Stefania e della sua città, mentre gira fischiettando per le strade romane in sella a una vecchia vespa, felice della libertà e del vento fra i capelli.
Nell’immaginario condiviso la Roma degli anni ’70 è una città in guerra e blindata. Questo fino all’arrivo di due sindaci illuminati, Giulio Carlo Argan prima e Luigi Petroselli dopo, e del loro assessore alla cultura Renato Nicolini. Hanno un’idea, vogliono che i cittadini si riapproprino degli spazi e tornino a costruire con entusiasmo e in prima persona il tessuto sociale. Nasce così la prima Estate Romana, una grande manifestazione disseminata in tanti luoghi e diretta in modo trasversale a tutta la popolazione.
Marco Petrella, illustratore di lungo corso e spettatore di quegli anni, racconta di sé e della sua città, ripercorrendo alcuni degli eventi più coinvolgenti e culturalmente importanti, regalandoci un graphic novel che parte dal personale e arriva al politico. Si muove la città è infatti un memoir collettivo, illustrato e scritto per proiettarci nel futuro e per immaginare un modo di vivere i luoghi e la cultura che sia fertile, consapevole, comunitario.