GUERRA GIUSTA

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Un graphic novel per ricordarci quanto facilmente normalizziamo le azioni più atroci che oggi l’umanità compie, una riflessione sul linguaggio, su come sia semplice ridefinire eventi disumani attraverso le parole per renderli addirittura necessari e auspicabili, ossimori che distruggono vite e comunità. Zezelj ci porta in un territorio in guerra, in un tempo sospeso, dove Vanja e Vanja, un ragazzo e una ragazza, sono amici. Fugaci momenti di condivisione, di affetto, la voglia di gioco, di vivere nonostante tutto, saltando sulle macerie del mondo. È solo una guerra giusta, una delle tante, perché viviamo in un presente di guerre giuste, di genocidi giustificati, di realtà virtuali, di urla silenziose. Come scrisse Fellini, nella prefazione a una delle prime opere di Zezelj: «Mi affascinano di Danijel Zezelj le sue prospettive, il modo in cui riesce ad esprimere attraverso le sue storie e i suoi personaggi il senso della malinconia, di qualcosa di fatale che incombe.»

KING OF NEKROPOLIS

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Un investigatore privato viene incaricato da un anziano uomo misterioso di ritrovare un suo collega scienziato sparito nel nulla che anni prima aveva preso parte a un enigmatico esperimento. Entriamo così in una storia allo stesso tempo violenta e poetica, che ci porta in una realtà oscura ma non senza luce, una narrazione dai toni noir e un’ambientazione cyberpunk, con un protagonista cinico e disincantato, a tratti malinconico, che deve fare i conti con un passato nell’esercito dove ha imparato a uccidere e con una guerra che gli è rimasta dentro. Lo vediamo muoversi in una città immaginata, a metà strada tra una reale metropoli statunitense o una città dei paesi est-europei tormentati, in quel momento solo pochi anni prima, dalle guerre e dai conflitti interni.

È un’esplorazione visiva delle architetture urbane di questo luogo simbolico, che tanto richiama una città dei morti in cui i vivi hanno perso la speranza e vivono nella paura, in un tempo in cui il passato ritorna e coinvolge, anche quando non lo conosci. Una ricerca della verità fatta di dialoghi lapidari, ma anche capaci di un forte lirismo che fa sperare nell’umanità e nella sua capacità di sognare.