ART HEROES – FRIDA KAHLO E I COLORI DELLA VITA
Quick Overview :
Nella quarta puntata delle avventure degli Art Heroes, Alvise, Zoe, Brunilde, Sara e Iñigo dovranno salvare le opere di Frida dall’ingrigimento. Spediti a Città del Messico, esattamente nell’anno 1941, grazie alle candele temporali di Vittorio, il bidello della scuola a capo della società segreta Rosa Policroma che preserva l’opera degli artisti contri i terribili piani della Rosagrigia, i cinque incontreranno la celebre pittrice messicana e si confronteranno con la sua opera e la forte personalità. Riusciranno anche questa volta a tornare a casa vittoriosi?
- editore: 24 ore cultura
- anno: 2025
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ConfrontaIl secondo volume di una nuova serie manga-inspired dedicata ai giovani lettori appassionati di storie d’avventura, viaggi nel tempo e arte. Conoscere i grandi artisti non è mai stato così divertente!
Libroteka
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La seconda avventura degli Art Heroes li vedi impegnati nel salvataggio delle opere di un altro grande artista: Vincent Van Gogh. Quando il bidello Vittorio si accorge della progressiva perdita di colore delle sue opere, i nostri giovani eroi si mobilitano subito. Alvise, Zoe, Brunilde, Sara e Iñigo preparano i loro equipaggiamenti per lanciarsi in un nuovo viaggio nel tempo, stavolta nella Francia (più precisamente Saint-Rémy-de-Provence) del 1889.
Qui il nostro quintetto incontrerà Van Gogh in un momento di forte tristezza dovuta al sentirsi incompreso e disprezzato dalla società. Il pittore legherà molto con Zoe, con cui condividerà l’anticonformismo e mostrerà ai ragazzi il potere della fantasia e dell’immaginazione. Ovviamente, i Tre Grigi ce la metteranno tutta per scoraggiare l’artista e mandare a monte la missione. Riusciranno i nostri Art Heroes a salvare le opere di Van Gogh?
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CELESTE
Nel 1913 Celeste Albaret entra in servizio a casa di Marcel Proust. Questa figlia di campagnoli, piuttosto indolente e senza alcuna predisposizione ai lavori domestici fa colpo sullo scrittore per il suo spirito e la sua freschezza: è l’inizio di un rapporto singolare e incredibile che durerà fino alla morte di lui, nel 1922. Utilizzando molteplici fonti, Chloé Cruchaudet crea un ritratto devoto e appassionato di Celeste, governante, ma anche segretaria a cui Proust detta la sua opera. L’autrice ci mostra il loro rapporto, le asperità del carattere dello scrittore, l’atmosfera di quell’epoca e i retroscena sulla creazione letteraria. Il mondo reale si mescola all’immaginario per restituire uno sguardo inedito sul grande scrittore.
ORWELL
Orwell è passato ai posteri grazie a 1984, che scrisse nel 1948, e alla sua invenzione profetica del Big Brother, che ha prefigurato, settant’anni fa, il controllo dei media, di Internet e della manipolazione dei dati personali. La sua vita era affascinante quanto i suoi libri: un uomo sempre in anticipo sui tempi, studente ad Eton e sbirro in Birmania, combattente nella guerra civile spagnola, antistalinista e giornalista, le cui inchieste hanno suscitato scalpore.
Pierre Christin porta il lettore a riscoprire con diletto questa vita straordinaria. Arricchito da tavole di arti- sti del calibro di Juanjo Guarnido e Enki Bilal, questo biopic celebra uno dei più grandi personaggi del Novecento.
ZLATAN – UN VIAGGIO DOVE COMINCIA IL MITO
Rosengård è uno dei pochissimi quartieri-ghetto della Svezia. A detta di alcuni, il più pericoloso. Turchi, arabi, polacchi, magrebini. C’è tutto il “vecchio continente”, tutto il Mediterraneo, lì. Migliaia di persone hanno cercato un futuro possibile lungo l’Amiralsgatan, la principale arteria stradale del quartiere di Malmö. Un futuro per loro e per i loro cari. E c’era una volta… anche un ragazzino di origini slave, introverso e irrequieto, a inseguire il suo pezzetto di destino. Abitava al quarto piano del 5C di Cronmansvag e il suo nome era Zlatan Ibrahimovic. Per la gente di lì, per la gente di Rosengård, per la sua gente, semplicemente “Zlatan”. «Perché non Ibrahimovic» disegna su carta gli anni giovanili del fuoriclasse che tutti oggi conosciamo, quelli che ne hanno formato il carattere spigoloso e ribelle, troppe volte, troppo superficialmente, accostato alla parola “prepotenza”. Un viaggio-reportage tra le vie di Rosengård che mostra il giovane (ma già altissimo) Ibrahimovic in cerca della sua chance, del suo riscatto da una vita difficile passata tra i campetti del quartiere e la casa del padre, dove il frigorifero è sempre troppo vuoto e la guerra in Jugoslavia sempre troppo presente.
LA MIA VITA A 24 FOTOGRAMMI AL SECONDO
Il nome di Rintarō non è noto a tutti. Il suo lavoro, però, è leggendario. Da bambino, sfollato durante la seconda guerra mondiale, scopre la magia del cinema, e decide di volerci lavorare. Arriva a Tokyo e inizia a collaborare con Osamu Tezuka, quando crea la prima serie animata per la TV di tutti i tempi, quella di Astro Boy. In seguito diventerà regista di lavori amatissimi, come Capitan Harlock, il film di Galaxy Express 999, e sarà il primo a coinvolgere Katushiro Ōtomo (autore della prefazione di questo volume) in un character design per l’animazione.
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STAN & OLLIE
Il numero di Stan Laurel era sulla guida telefonica. Fu così che un ragazzino lo raggiunse e lo trascinò in un fiume di ricordi, a ripercorrere la straordinaria carriera di Stanlio e Ollio.
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Un uomo metodico, ossessionato dalle minuzie della vita, condannato a ingigantire ogni dettaglio fino a farsi sopraffare dal peso della normalità. Con queste parole potremmo descrivere sia Franz Kafka sia Robert Crumb, due autori così vicini da essere destinati a incontrarsi. Con l’aiuto del saggista David Zane Mairowitz, Crumb ci restituisce i momenti emblematici della biografia di Kafka e mette in scena i suoi capolavori: “La metamorfosi”, “Lettera al padre”, “Il Castello”, “Il processo”, “America”, “Nella colonia penale”, “La condanna”, “La tana”, “Un digiunatore” e tanti estratti dalle sue lettere e dai suoi diari. Nel centenario della morte del grande scrittore praghese, l’eco dei suoi incubi risuona – ipnotica come sempre – nel segno viscerale del capostipite del fumetto underground.
SHACKLETON AI CONFINI DEL MONDO
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UNA STELLA TRANQUILLA
La mattina del 19 ottobre 1945 Primo Levi tornava a Torino dopo un anno di prigionia nel lager di Auschwitz e un viaggio di molti mesi nell’Europa dell’Est. Era allora un ragazzo di 26 anni, e ritornava con in corpo un bisogno quasi fisico di raccontare.
Più di mezzo secolo dopo, due ragazzi arrivano a Torino per ripercorrere le tracce di Levi, e soprattutto raccogliere la “delega”, il messaggio che lo scrittore ha lasciato ai giovani in una delle sue ultime poesie. Nel graphic novel Una stella tranquilla (titolo di uno dei racconti più belli di Levi) va in scena così un confronto tra generazioni, quella di Levi e quella dei suoi ideali “nipoti”. Come sfogliando un album di famiglia Pietro Scarnera, giovane autore anche lui torinese di nascita, ha creato un racconto per immagini che parte dalle fotografie, dalle copertine dei libri di Levi, da oggetti come le maschere in filo di rame che lo scrittore realizzava, per trasformarsi in un graphic novel nel quale convergono biografia, documentario e fiction. Basato sugli episodi raccontati o scritti dallo stesso Levi, senza mai sconfinare nella vita privata, Una stella tranquilla ne ripercorre l’itinerario di scrittore, da Se questo è un uomo a I sommersi e i salvati, fermandosi un attimo prima di quella mattina del 1987 in cui Levi si tolse la vita.
SOFIA KOVALEVSKAJA – VITA E RIVOUZIONI DI UNA MATEMATICA GENIALE
Scienziata, scrittrice, rivoluzionaria, Sofia Kovalevskaja è stata una pioniera dei diritti delle donne e una matematica di genio. La sua storia è anche quella di un’indomita, solidale comunità femminile che, sognando e lottando, apriva nuove strade nell’Europa in fermento della seconda metà del XIX secolo. Alice Milani inonda questa biografia con la luce dei suoi colori, ricamando il racconto di ironia, mescolando dramma e commedia. A guidare la lettura è l’entusiasmo di Sofia, la sua capacità di resistere alle avversità, mentre le sue battaglie si riverberano in quelle delle donne di oggi.
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GINETTE KOLINKA – TESTIMONIANZA DI UNA SOPRAVVISSUTA AD AUSCHWITZ-BIRKENAU
Arrestata perché ebrea nel marzo 1944, Ginette è stata deportata nel campo di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau, dove le hanno tatuato il numero 78599 sul braccio.
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«Ecco dove ci porta l’odio.»
