A PANDA PIACE L’AVVENTURA
Quick Overview :
Il giorno del suo compleanno, Panda riceve un regalo inaspettato: un pennino magico. Seguendo i suoi indizi intraprenderà un viaggio sulle tracce del nonno, figura amatissima e perduta in un luogo misterioso. Lungo il percorso sarà accompagnato dalle inseparabili Curiosità (con il brutto vizio di trasformarsi in Ossessione) e Ansia (con la pericolosa tendenza a ingrandirsi a dismisura), e incontrerà creature straordinarie, da Ozio e le sue due figlie, Creatività e Pigrizia, al mostro conosciuto come Paura, un losco figuro mascherato che vive nella tenda di un circo. Non tutti gli incontri saranno piacevoli, ma porteranno Panda a scoprire una verità che potrebbe essere vicina a tanti di noi, molto più di quanto si pensi.
In un’edizione a colori appositamente rivista dall’autore, una raccolta di avventure leggendarie di un personaggio adorato dai fan, che racconta con dolcezza e ironia le nostre fragilità e le nostre grandezze.
- autore: Giacomo Bevilacqua
- editore: FELTRINELLI
- anno: 2020
Esaurito
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SONO UNA TESTA DI PANDA
Giacomo Keison Bevilacqua è un fumettista, ma è anche un giovane padre. Vive a metà tra l’essere una persona e l’essere un personaggio, e infatti si raffigura come Testa di panda, il tramite umano delle emozioni che da sempre racconta nelle strisce di A panda piace. In un viaggio interiore diviso nei dodici mesi di un anno, riflette sulla propria condizione di autore e artista, e sulla difficoltà di accettarsi, di sentire di essere abbastanza, acuita dalla nascita di suo figlio. Un percorso di autoanalisi nascosto in un monologo che guarda oltre la quarta parete e si rivolge direttamente al lettore, in cui chi narra si mette a nudo con sincerità e con coraggio, e invita chi legge a non aver paura di chiedere aiuto, al bisogno.
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Qualsiasi opera d’arte di tanto in tanto va presa, smontata, riportata al suo massimo splendore e poi nuovamente esposta agli – occhi del mondo sensibile alla bellezza. Ciò vale ovviamente per L’ultima cena di Leonardo, ma anche per quel capolavoro del fumetto pop che porta i nomi del bambino Calvin e del suo amico immaginario Hobbes. Come correttamente recita lo strillo nell’angolo in basso a destra della copertina, questa pubblicazione è una “nuova edizione”. Non si tratta cioè di una ristampa impiegatizia, di un banale automatismo scaturito dal braccio di ferro fra domanda e offerta. No. Questa ristampa si accomoda in libreria dopo un rigoroso controllo e riassetto filologico della traduzione e del lettering, così come sono state licenziate per la prima edizione americana da quel genio che si chiama Bill Watterson. Sulle sue indescrivibili qualità d’artista è pleonastico aggiungere parole. Sulla sua integrità d’artista, invece, è bene rinfrescarsi la memoria. Bill Watterson fu il primo cartoonist a raggiungere il successo senza mai farsi superare dal business. Memorabile il suo discorso al Festival of Cartoon Art, Ohio State, 1989: novello Gesù della matita, prese a schiaffoni i mercanti del tempio delle syndication, del merchandising e della pubblicità. Disse sempre No (nemmeno No, grazie) a tutti coloro che volevano strappare Calvin e Hobbes dalle sue strisce di carta e riappiccicarli sulla pletora di prodotti che ci circonda e che, spesso, ci soffoca.
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