GLI ANNI DELLO SPUTNIK

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Sainte-Claire, 1957. La tensione monta tra la banda dei testa di lardo e quella dei testa di cane. Una volta ancora le due bande di ragazzini si affrontano per il controllo del confine tra i loro territori, terreno di gioco preferito di tutti i bambini della zona. Al margine di questa zuffa infantile, accanita ma senza odio, si svolgono ben altri scontri, più carichi di conseguenze: echi della violenza del confitto algerino arrivano alla piccola città proletaria mentre gli operai in sciopero occupano per protesta la fabbrica vicina. Cronaca di un’epoca di mezzo in cui la Storia e la realtà irrompono senza riguardi al cuore dei riti e dell’immaginario dell’infanzia.

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Diseguaglianze sociali, ideali e corruzione raccontate con l’umorismo e l’ironia amara di uno dei padri nobili della graphic novel d’oltralpe. Nel 2010 Baru ha ricevuto il Grand Prix de la Ville d’Angoulême, il premio alla carriera più prestigioso in terra di Francia.

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E forse, cominciai a capire, perdersi in luoghi sconosciuti permetteva di penetrare in stanze segrete, di un sé più profondo.
Mi preparai ad accogliere quello che il viaggio avrebbe portato, come Miyamoto Musashi preparava i suoi duelli. Con la precisione che lascia la porta aperta al caso, per dare il benvenuto all’inimmaginabile.
Il Libro dei Cinque Anelli mi avrebbe accompagnato.